Indicazioni per l'emergenza covid-19

  • È richiesta la prenotazione, anche con sms, al numero 347 5706509

  • All'ingresso verrà rilevata la temperatura e non sarà consentito l'accesso in caso di temperatura rilevata pari o superiore a 37,5° centigradi

  • Tutti gli spettatori devono indossare la mascherina fino al raggiungimento del posto e ogni volta che ci si allontani dallo stesso

  • Non sono tenuti all'obbligo del distanziamento fisico di 1mt i componenti dello stesso nucleo familiare, i conviventi e i gruppi di amici. Questi ultimi assumono la responsabilità personale del dichiarare che in quanto amici non sono tenuti all'obbligo di distanziamento. Tutti questi spettatori potranno quindi sedere l'uno accanto all'altro, garantendo comunque la distanza fra loro e gli altri spettatori di almeno 1 mt.

18 - 19 - 20 giugno

P.J. Harvey - A dog called money

 

Regia: Seamus Murphy; sceneggiatura: Seamus Murphy; fotografia: Seamus Murphy; montaggio: Sebastian Gollek; con: P.J. Harvey; nazionalità: Irlanda, Gran Bretagna; durata: 94’

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Musica e fotografia insieme, il documentario di Seamus Murphy (prima regia) è l’unione delle immagini del regista e delle parole e delle note di PJ Harvey. La musicista britannica ha infatti accompagnato più volte il fotografo irlandese nei suoi viaggi, in Afghanistan, Kosovo e a Washington DC. È da questi giri e da un articolo del Washington Post che nasce “The Hope Six Demolition Project” che contiene 11 tracce ed è stato registrato in uno studio costruito appositamente a Londra e pubblicato nel 2016.Ha spiegato Murphy: Polly e io ci conosciamo e ci fidiamo l’un l’altro. Abbastanza per lei per viaggiare con me in Afghanistan e in altri luoghi stimolanti, e per me credere che viaggiare con lei sarebbe stato qualcosa che avrebbe creato una magia. Poi mi ha invitato a stare dietro un vetro per filmare ogni momento della registrazione delle canzoni che ha portato indietro. Individualmente e insieme, questa è la nostra risposta a ciò che abbiamo incontrato in questi viaggi.

26 - 27 giugno

Picciridda - Con i piedi nella sabbia

 

Regia: Paolo Licata; sceneggiatura: Paolo Licata, Catena Fiorello; fotografia: Lorenzo Adorisio; scenografia: Paolo Previti; costumi: Paola Nazzaro; montaggio: Maurizio Baglivo; con: Lucia Sardo, lleana Rigano, Marta Castiglia; nazionalità: Italia; durata: 95’

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Piccirida narra la storia di Lucia, una bambina di undici anni affidata dai genitori - costretti ad emigrare in Francia in cerca di lavoro-, a nonna Maria, una donna severa e apparentemente incapace di manifestare i propri sentimenti. Maria non parla con la sorella da anni e impedisce alla piccola Lucia di frequentare la famiglia di quest’ultima senza però svelare mai il motivo di tanta ostilità.
Un monito che Lucia, per ingenua curiosità e apertura verso il prossimo, finisce invece per disattendere, arrivando in prima persona, e a caro prezzo, a confrontarsi con il terribile segreto da cui la nonna aveva tentato invano di proteggerla.
Ma sarà proprio grazie a quella nonna dai modi bruschi e sbrigativi, tanto amata ma a volte anche odiata e temuta, che Lucia riuscirà infine a risollevarsi, imparando a crescere con dignità e forza lasciandosi alle spalle i fantasmi del passato.

2 - 3 - 4 luglio

La gomera - L'isola dei fischi

 

Regia: Corneliu Porumboiu; sceneggiatura: Corneliu Porumboiu; fotografia: Tudor Mircea; scenografia: Simona Paduretu; costumi: Dana Paparuz; montaggio: Roxana Szel; musiche: Cyril Morin; con: Vlad Ivanov, Catrinel Marlon, Rodica Lazar; nazionalità: Romania; durata: 97’

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Cristi è un ispettore della polizia di Bucarest che ama giocare da entrambe le parti della legge. Un’irresistibile femme fatale, Gilda, lo coinvolge in un colpo multimilionario, ma presto i due si troveranno a dover risolvere un puzzle di imprevedibili inganni e tradimenti. L’unica speranza per portare a termine il colpo è immergersi nella bellezza mozzafiato dell’isola de La Gomera, dove impareranno a comunicare con una lingua segreta basata sui fischi.

9 - 10 luglio

Iyengar - Il maestro di yoga

 

Regia: Jake Clennell; nazionalità: USA; durata: 107’

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La vita e soprattutto gli insegnamenti del maestro B.K.S Iyengar, una delle personalità mondiali dello yoga scomparso nel 2014 a 95 anni, sono gli elementi principali del documentario Iyengar: l’uomo, lo Yoga e il percorso da allievo del regista Jake Clennel, che verrà proiettato a Genova, in anteprima nazionale, dal 15 novembre per tre giorni. Il film è incentrato sull’eredità di Iyengar e ne cattura i momenti più intimi, anche attraverso i dialoghi tra lo stesso maestro e sua nipote Abhijata, anche lei insegnate di yoga conosciuta in tutto il mondo. Ciò che traspare tra asana rigorose e interviste con studenti e insegnanti è la disciplina mentale e il focus spirituale che stanno alla base dell’approccio Iyengar.

23 - 24 - 25 luglio

Il lago delle oche selvatiche

 

Regia: Diao Yinan; sceneggiatura: Diao Yinan; fotografia: Dong Jinsong; scenografia: Liu Qiang; costumi: Liu  Qiang, Li Hua; montaggio: Kong Jinlei, Matthieu Laclau; musiche: B6; con: Vlad Ivanov, Catrinel Marlon, Rodica Lazar; nazionalità: Cina; durata: 113’

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Zhou esce dal carcere e finisce immediatamente in una violenta contesa tra gang, che si conclude con l'uccisione di un poliziotto. Braccato dalla legge e dai rivali, è costretto a fidarsi di una prostituta, Liu, forse innamorata di lui.
Opera seconda di un regista già vincitore di un Orso d'oro a Berlino e accreditato dai più come l'autore cinese su cui puntare per il futuro, Il lago delle oche selvatiche conferma a più riprese come le speranze su Diao Yinan siano state ben riposte e come il suo stile sia già definito e maturo.

30 - 31 luglio

L'apprendistato

 

Regia: Davide Maldi; sceneggiatura: Davide Maldi, Micol Roubini; fotografia: Davide Maldi; montaggio: Enrica Gatto; musiche: Freddie Murphy, Chiara Lee; con: Luca Tufano, Mario Burlone; nazionalità: Italia; durata: 84’

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D’ora in avanti i capelli devono essere corti e ben pettinati, le unghie devono rimanere pulite e le dita non devono diventare gialle per la nicotina. Il lavoro impegnerà molto sia mentalmente che fisicamente, il consiglio che viene dato è quello di venire il meno possibile influenzati dall’atmosfera festaiola che regna attorno. Queste sono alcune delle regole che Luca, un quattordicenne timido e dall’animo selvaggio, deve imparare a rispettare per sopravvivere all’interno del collegio alberghiero. La famiglia lo ha spinto a iscriversi all'istituto perché lui possa imparare il più rapidamente possibile il mestiere e il suo carattere ne risulti forgiato. Luca proviene da un villaggio di montagna tra le Alpi, è cresciuto badando al bestiame di famiglia e andando in giro nei boschi.
L’Apprendistato porterà il giovane a fare i conti con se stesso e con ciò che dovrà fare nella vita: quanto dovrà sacrificare della propria libertà e adolescenza per lavorare al servizio dei clienti?

6 - 7 - 8 agosto

Manta ray

 

Regia: Phuttiphong Aroonpheng; sceneggiatura: Phuttiphong Aroonpheng; fotografia: Nawarophaat Rungphiboonsophit; scenografia: Sarawut Karwnamyen; montaggio: Lee Chatametikool, Harin Paesongthai; musiche: Freddie Murphy, Chiara Lee; con: Wanlop Rungkumjad, Aphisit Hama, Rasmee Wayrana; nazionalità: Thailandia; durata: 105’

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In una foresta vicino a un villaggio costiero thailandese, un pescatore del luogo s’imbatte in un uomo ferito e privo di sensi. Dopo aver portato in salvo lo sconosciuto, che non proferisce parola, gli offre amicizia e lo chiama Thongchai. Quando però il pescatore scompare all’improvviso in mare, Thongchai incomincia lentamente a impadronirsi della vita dell’amico: della sua casa, del suo lavoro e persino dell’ex moglie.

Ma il mare restituisce sempre...

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